Carissimi fratelli e sorelle,

sento il bisogno e il dovere in quest’ora grave e difficile di rivolgere – come parroco – un messaggio a tutti i parrocchiani della nostra Comunità Pastorale e a tutti quanti abitano questa nostra Città.

E’ un momento difficile che mi fa pensare alla pagina evangelica della tempesta sul lago di Tiberiade. 

Il Vangelo dice che Gesù è sulla barca e sembra dormire, allora i suoi discepoli impauriti gli gridano “Non ti importa che moriamo?” e lui calmando il vento e l’acqua risponde “Perché siete così paurosi? Non avete fede?”. 

In questo momento tutto il mondo, tutti noi siamo in mezzo ad una drammatica tempesta. E il Signore ci esorta ad avere fede, ad accrescere o forse a ritrovare la fede che in tanti sembra vacillare e che invece in questo momenti è quanto mai preziosa e necessaria.

Dio c’è! anche quando ci sembra che taccia nel momento della prova, del deserto, in questo sorta di Quaresima universale che stiamo vivendo. 

Anche Gesù sulla croce ha sperimentato il silenzio del Padre, ma gli ha detto “nelle tue mani affido la mia vita”.

Abbiamo anche noi la povertà e l’umiltà della preghiera: è la nostra forza, è la medicina spirituale per affrontare ogni male e anche quello che assedia il mondo intero in questo tempo.

“Andrà tutto bene” è un augurio che rimbalza da ogni parte in questi giorni terribili. Ho letto che questa stessa frase è quella che Giuliana di Norwich – una mistica inglese del XIV secolo – si sentì rivolgere con grande tenerezza dal Signore che la confortava durante una visione.

E’ lo stesso incoraggiamento che il Signore vuole dare a noi oggi. Ripetiamocela questa parola non come una sorta di rassicurante scaramanzia, ma come invito ad una speranza affidabile e grande nell’orizzonte spirituale, un abbandonarsi sereno alle mani paterne di Dio.  

Potete immaginare quanto mi duole vedere le chiese vuote. Ma credo e spero che particolarmente in questo tempo ogni casa diventi realmente piccola chiesa domestica dove ci si vuole bene e ci si perdona, dove si prega insieme, in unità spirituale con tutti i nostri fratelli.

La Messa, il Rosario ci mancano, ma la televisione, la radio, i social ci aiutano. A tutte le ore della giornata ci sono celebrazioni e preghiere, a partire dalle 7 del mattino con la Messa del Papa. E la domenica alle 11 quella del nostro Arcivescovo Mario.

E’ probabile che quest’anno dovrà essere così anche per la domenica delle Palme, la Settimana Santa, la Pasqua: attendiamo disposizioni diocesane al riguardo.

Noi preti comunque celebriamo Messa ogni giorno e abbiamo davanti idealmente e spiritualmente tutti voi: le famiglie, le mamme e i papà, i bambini, i giovani, gli anziani, i malati, i più poveri e soli. Siamo e ci sentiamo dentro la misteriosa ma reale “comunione dei santi” che non dipende dalla presenza fisica o dal numero di persone, ma dalla grazia misericordiosa e infinita di Dio che ci lega insieme solidamente.

Come parroco prego per tutti i 47mila abitanti della nostra comunità pastorale di Seregno. Vorrei dire per ciascuno una “Ave Maria”, per affidare tutti alla Madre. Ma in particolare prego per quanti sono nella trepidazione per la propria salute o quella dei propri cari. E con un pensiero speciale prego per i morti che in questo tempo non possono neppure avere il funerale. Voglio confortare i loro familiari – sposi, figli, genitori, fratelli, nipoti – con la mia vicinanza e il mio affetto di pastore.

Affidiamoci a Dio. Rivolgiamoci con fiducia alla Vergine Santissima che onoriamo nei Santuari di S. Valeria e dei Vignoli e in ognuna delle nostre parrocchie come Immacolata, Addolorata, Ausiliatrice, Madonna di Fatima. Preghiamo i nostri santi patroni: S. Giuseppe, S. Valeria, S. Ambrogio, S. Carlo, S. Giovanni Bosco. Preghiamo ancora oggi i santi Rocco e Sebastiano invocati con devozione in lontane epidemie.  Abbiamo anche due speciali amici in cielo: san Giovanni Paolo II e il Patriarca Ballerini; invochiamo la loro protezione sulla nostra comunità.

Dico il mio grazie – e ognuno aggiunga il proprio – a quello espresso in modo unanime in questi giorni ai medici, agli infermieri, agli operatori del soccorso, ai volontari della carità, ai ricercatori e a tutti coloro che in questa emergenza stanno lavorando per il bene comune.

Ringrazio il nostro Sindaco che, col suo personale impegno e i suoi quotidiani messaggi sta sostenendo con forza e determinazione tutti noi cittadini.

Siamo una comunità: ci salviamo insieme attivando una forte e reciproca responsabilità e solidarietà.

Anche a nome di tutti i sacerdoti e i consacrati della nostra città vi saluto e vi assicuro il ricordo e la preghiera, nella speranza, dopo questi giorni angoscianti, di riprendere pienamente e con gioia la nostra vita comunitaria.

don Bruno Molinari, prevosto di Seregno

Seregno, 22 marzo 2020, IV domenica di Quaresima